Comunicati stampa: "Non avevamo ancora cominciato a vivere" - In Sala dei Decurioni Mostra documentaria 11-27 febbraio 2000
"Non avevamo ancora cominciato a vivere" - In Sala dei Decurioni Mostra documentaria 11-27 febbraio 2000
(Comunicato stampa del 09 Feb 2000)
Venerdì 11 febbraio, alle ore 17,30, nella Sala dei Decurioni di Palazzo Comunale sarà inaugurata la mostra "Non avevamo ancora cominciato a vivere" - Voci e immagini dai campi di concentramento di Moringen e Uckermark, 1940-45. La mostra storico-documentaria, a 60 anni dalle leggi razziali, rimarrà aperta sino al 27 febbraio con i seguenti orari: da martedì a sabato ore 8,30-18, domenica dalle ore 10 alle 18, lunedì chiuso. L'ingresso è gratuito. La mostra, rivolta in particolare agli studenti e ai docenti delle scuole medie e superiori e organizzata dall'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea di Reggio Emilia, è promossa dall'Istituto cremonese per la storia della Resistenza con la collaborazione del Comune, della Provincia di Cremona e del Comitato provinciale per la difesa e lo sviluppo della democrazia.
L'iniziativa riveste una notevole importanza culturale ed educativa. Essa è imperniata sul tema dell'educazione che i giovani tedeschi ricevevano nella Germania nazista, che negava qualsiasi libertà, e sull'impossibilità di sottrarvisi, se non pagando prezzi altissimi. La mostra, in particolare, documenta la storia dei campi di concentramento di Moringen ed Uckermark destinati a quei giovani tedeschi che in qualsiasi modo si opponevano al nazismo o, semplicemente, mostravano una certa insofferenza per l'educazione fortemente autoritaria, ideologica e razzista che considerava l'ascolto della musica jazz o swing, definita "degenerata" dal regime, come un atto di sovversione.
La mostra è accompagnata da una videocassetta, per la visione del film Swing kid", che può essere visionata a richiesta dalle scuole interessate, oltre che da un cd per l'ascolto delle musiche condannate dal nazismo. Considerato il grande interesse dei giovani di oggi per la musica, si è ritenuto che il materiale esposto possa costituire un efficace veicolo per fare comprendere con immediatezza che cosa significava mancanza di libertà e quali costi molti giovani siano stati costretti a pagare. Curata da associazioni tedesche, la mostra è stata lasciata nella lingua originale per fare comprendere agli studenti come anche in Germania si lavori su temi che risultano ancora oggi scottanti per gli stessi tedeschi. Saranno comunque presenti pannelli riassuntivi e cataloghi in lingua italiana così da rendere la mostra fruibile a tutti. In cinque diverse sezioni (allestite su vari pannelli che riproducono immagini e commenti) saranno illustrati: la vita dei giovani nella Germania della dittatura hitleriana, la realizzazione del lager per giovani di Moringen, le biografie di giovani internati, la vita quotidiana nel campo di concentramento, e il dopo '45, gli anni della rimozione.
Come ha scritto Matthias Durchfeld presentando per la prima volta questa esposizione già allestita in altre città italiane, "Non avevamo ancora cominciato a vivere" non è una mostra che parla di ieri; i giovani di oggi non sono diversi da quelli di Moringen. Persone che mai avrebbero pensato di trovarsi in una situazione così difficile. Persone che volevano semplicemente vivere la propria vita, amare chi volevano amare, sentire la musica preferita, lavorare con dignità e senza soprusi, stare in compagnia e non in fila marciando. Persone che sono state derubate della loro libertà; libertà non sufficientemente apprezzata, curata, difesa".
Inviato da: redazione - Mercoledì, 09 Febbraio 2000 - (1099 Letture) - -